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Archive for the ‘Senza Categoria’ Category

… quella contro il tempo …

Non riesco più a gestirlo, non riesco più a fare tutto ciò che vorrei, potrei non dormire, a dire il vero ci ho pure provato, ma i risultati non sono stati quelli che mi aspettavo: solo taaante crisi isteriche …

Per questo continuo a scusarmi con tutti voi della mia assenza dai vostri blog e spero di cuore di riuscire ad esserci quanto prima …

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La torta è la cosa di cui vado più fiera, non tanto per l’estetica quanto per l’altezza e per il gusto divino grazie alle ricette del mitico Santin.

E’ composta da quattro strati di biscotto sacher aromatizzati al rum, alternati a ganache montata e ricoperta di crema al burro e cioccolato.

Per il Biscotto sacher ( Maurizio Santin):

  • 210 g di burro
  • 210 g di zucchero
  • 140 g di farina 00
  • 140 g di cioccolato al 70%
  • 40 g di farina di mandorle
  • 12 tuorli
  • 14 albumi

Sciogliere il cioccolato ed il burro a bagnomaria, togliere dal fuoco ed aggiungere, mescolando con una frusta, i tuorli uno alla volta, la farina di mandorle e la farina setacciata.

Montare a neve gli albumi con lo zucchero e unirli al composto mescolando dal basso verso l’alto.

Versare in due teglie di circa 23 cm di diametro ed infornare a 180° fino a colorazione ( per me circa 30 min. ).

A cottura avvenuta togliere i biscotti ancora caldi dagli stampi e coprire con un panno da cucina o con pellicola in modo da tenerli umidi così da utilizzare una minore quantità di bagna.

Per la ganache montata ( Maurizio Santin)

  • 230g di panna liquida fresca
  • 25 g di glucosio
  • 25 g di zucchero invertito
  • 180 g di cioccolato fondente al 70% *
  • 450 g di panna liquida fresca

* in alternativa :

  • 220 g di cioccolato al 60%
  • 250 g di cioccolato al 55%
  • 450 di cioccolato al latte o gianduia

Bollire i 230 g di panna con il glucosio e lo zucchero invertito, fondere il cioccolato e versarvi il miscuglio di panna calda a più riprese, mescolando con una spatola.

Versare i 450 g di panna fresca, mescolare, chiudere in un contenitore e mettere in frigorifero per tutta la notte.

Utilizzare il giorno successivo montando con  una planetaria.

Per la crema al burro e cioccolato ( un mezzo esperimento che sembra essere risultato discreto ):

  • 2 uova intere
  • 8 cucchiai di zucchero
  • 2 cucchiai rasi di farina
  • 2 cucchiai di cacao
  • i semi di meza bacca di vaniglia
  • 500 ml di latte fresco intero
  • 150 g di cioccolato fondente al 55%
  • 250 g di burro pomata
  • qualche cucchiaio di zucchero a velo

Con una frusta sbattere le uova con lo zucchero aggiungere i semi della vaniglia, la farina ed il cacao setacciati e una volta amalgamati diluire con il latte, mettere sul fuoco e lasciare addensare, togliere dalla fiamma e versare il cioccolato tritato mescolando fino a farlo sciogliere. Lasciare raffreddare.

Nella planetaria montare il burro con qualche cucchiaio di zucchero a velo ( circa 60 g ) aggiungere la crema e continuare a far andare per qualche secondo fino a che tutti gli ingredienti non risultino ben amalgamati e montati.

Dividere le torte ciascuna in due dischi e spruzzare leggermente con il rum ( non bisogna esagerare perchè il biscotto è sofficissimo tanto da sembrare una mousse), alternando ogni disco a della ganache, coprire con la crema al burro e mettere in frigo a rassodare.

Ho rivestito con il fondente al cacao e decorato con il cioccolato plastico.

Questo invece il menu della serata ( non sono riuscita a scattare tutte le foto) :

Per l’aperitivo/antipasto :

– Panini al latte con sesamo e semi di papavero alla mousse di salmone e lattuga iceberg;

– Quiche al salmone e zucchine;

– Cous cous tostato ( ricetta di Marcello Valentino) al polpo profumato agli agrumi;

– Insalata di polpo e gamberi;

– Crocchette di pesce e patate al sesamo profumate al limone;

– Pane tostato con seppie in umido e olive nere.

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I primi :

-Pasta con gamberi, crema di asparagi e zucchine al gratin;

– Cavatelli e fagioli ai frutti di mare

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Il secondo :

– Gamberoni alla griglia.

Dessert:

– Chantilly allo yogurt e gelée di fragole con crumble ( da una ricetta di Pinella);

-Torta.

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Giornata indimenticabile quella di sabato!

…  avrei voluto fermare il tempo che, haimè,  è inesorabile … è durato tutto davvero troppo poco ma sono felice di aver incontrato lei mi è sembrato di conoscerti da sempre!  … non c’è stato imbarazzo, nessun timore, tutto è stato semplice e naturale come doveva essere … come al solito ho parlato troppo ma quando comincio è davvero difficile fermarmi …

Tutto è cominciato qualche giorno fa quando mi è arrivata una sua mail nella quale mi diceva che sarebbe venuta nel mio ” bel paesello” per una manifestazione organizzata da Slow food ( Baronia e Valle Ufita) e  della quale, naturalmente,  ingnoravo l’esistenza … 

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Così eccoci insieme tra cotiche di maiale con fagioli ( coteche re puroco e fasuli), tagliolini con i ceci, ( laene e ciceri), involtini di cotica di maiale ( braciole re coteca ) cicerchie ad insalata  ( ‘nzalata re chichierchie ), frittata con peperoni secchi ( frettata co li peparuli sicchi), cotiche , testa e piedi di maiale bolliti accompagnati da verdure,  prosciutto crudo, polenta ( peparotta), mozzarelle, e non so quanto ancora … 

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 Piatti per un pranzo davvero ricco , penserete voi, nooooo solo la colazione dei nostri contadini … perchè il “pezzo” forte dalla giornata sarebbe arrivato dopo : il soffritto di maiale preparato da 9 paesi nei dintorni ognuno con caratteristiche differenti …  mi dispace tanto non essere rimasta fino alla fine … Sono certa che ci rincontreremo, non siamo distanti anni luce e poi dobbiamo andare in cerca di tartufi e porcini, non dimenticarlo …

 

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Vabbè saranno ” leggermente” pesanti ma io li adoro, amo molto questo ortaggio e lo utilizzo in svariati modi questo è uno dei tanti.

Inserisco due versioni per il ripieno una molto semplice a l’altra più ricca e che ho imparato dalla nonna di mio marito :

PEPERONI RIPIENI

– ripieno versione N.1

  • mollica di pane raffermo
  • scamorza
  • parmigiano grattugiato
  • origano secco
  • basilico fresco
  • olio extra vergine di oliva
  • sale

 

– ripeno versione N.2

  • mollica di pane raffermo
  • alici sott’olio
  • pinoli
  • uvetta ammollata in acqua calda
  • uova ( la quantità è dettata dal prorpio gusto, potrebbero anche non essere utilizzate )
  • parmigiano grattugiato
  • prezzemolo
  • olio extra vergine di oliva
  • sale
  • pepe

 

inoltre :

  • pane raffermo
  • pomodorini
  • olio extra vergine di oliva
  • aglio

 

Svuotare i peperoni, farcire e  chiudere con un cubetto di pane ( una volta cotto è la parte che preferisco )  affinchè il ripieno non fuoriesca durante la cottura.

Mettere in una teglia da forno, condire con olio e  sale, aggiungere qualche spicchio d’aglio, dei pomodorini ( io li ho utilizzati interi ) e cuocere a 180° per circa 30 min.

A cottura ultimata spolverare con origano secco.

Servire caldi o tiepidi.

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Di nuovo con voi cari amici e con tante cose da raccontare che, piano piano verranno ordinate e, dal caos ( mentale e reale ) che mi circonda, cercherò di tirar fuori il meglio … 

Tanti momenti belli e e non, tristi e felici, dolci e amari perchè, probabilemte tanti lo avranno capito, io sono così : tutto e il contrario di tutto …

Quello che mi resta sono piacevolissime sensazioni e tante foto che le ritraggono, momenti di vita, attimi per me, ma spesso intensi …

 Persone che ti lasciano un segno indelebile e che porterai nel cuore  con la triste consapevolezza che, probabilmente, potresti non incontrare un’altra volta nella vita …

Ma ciò che conta, in fondo, è averle conosciute, aver  “avuto” e “donato” ,  si spera …

Questa bella gente, insieme alla mia famiglia, ha allietato le serate  e le mangiate in compagnia che mi hanno visto protagonista in cucina , con tantissime soddisfazioni …

Adoro cucinare per tanta gente e, per fortuna,  nel mio giardino lo spazio non manca …

… pizze, pasta, verdure, grigliate e, naturalmente dolci a volontà …

Avrò modo, con calma, di inserire tutto.

Ora però non posso non dedicare un piccolo omaggio a quelle che per me sono delle vere prelibatezze : le pannocchie … le adoro!!!

La versione più classica le vuole bollite e mangiate con il sale ( come nel caso della foto ) o  cotte alla griglia …

Un modo fantastico per gustarle è quello di rosolarne i chicchi , lentamente, in olio extra vergine di oliva e insaporirli, a fine cottura con una spolverata di sale …

Oggi ho voluto provare ad aggiungere, una volta pronti, qualche goccia di aceto balsamico : deliziosi!!!

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Rieccomi tra voi cari amici blogger e non solo …

Finalmente la connessione sembra essere ritornata …

Oggi per me è stato un giorno speciale, che non dimenticherò, mi sono emozionata e per questo ringrazio Patrizia che con le profumatissime erbe di provenza , una dolcissima tisana a base di fiori e , soprattutto, con le sue parole mi ha fatto sentire il suo calore e la sua dolcezza …

Un affettuosissimo grazie di cuore!!!

Da oggi per me il tuo blog, il tuo nome avranno un profumo dolcissimo: quello delle erbe di provenza che non vedo l’ora di provare …

Probabilmente qualcuno mi troverà ripetitiva ma non posso non essere felice e non condividere la mia emozione con voi …

Tanti  pensano che questo sia un mondo finto, falso, dove ci si nasconde e, probabilmente, in alcuni casi è vero, ma in tutta sincerità  nella mia vita non ho mai ricevuto tante manifestazioni di affetto come ne ho avuto da tutti voi …

Semplicemente : GRAZIE !!!

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E con immenso piacere che voglio presentarvi il nuovissimo blog di sdrummelo : http://lupoemigrato.wordpress.com/ …

Spero davvero che passiate a fargli visita perchè merita davvero … complimenti!!!

Vi propongo una parte di uno dei suoi ultimi post così da poterlo conoscere con le sue parole :

“Nonostante il blog abbia la tendenza a spaziare su diversi argomenti anche scorrelati tra loro, una posizione di rilievo sarà comunque data alla terra che fu la mia culla.

Da essa ha preso il via la mia vita attiva online.

Per cercare di smuovere i macigni che ostacolano la realizzazione di una una fresca e trasparente attività degli amministratori irpini, per spezzare le catene che ben proteggono i politicanDi avellinesi nella loro rete di riverenze e favorucci, per svegliare dal loro torpore gli addomesticati cittadini dell’entroterra campano, per protestare contro i comportamenti che da sempre offendono la dignità umana della mia provincia di orgine… per tutto questo continuerò a scrivere, fornire materiale, spunti di discussione, critiche e lodi, nonostante la finta indifferenza degli amministratori, che cercano, applicando una avanzatissima tecnica, di alta scuola politica, nota come “mutismo perpetuato”, di sminuire le riflessioni, le critiche e addirittura i suggerimenti (!) che io e altre persone cerchiamo da tempo di comunicare loro. Non mi propongo certo di fare tutto questo da solo… ma mi piace l’idea di infoltire le fila di quegli avellinesi (e, in un’ottica più ampia, italiani) che cercano di far sentire la propria voce fuori dal coro e si prodigano (nelle modalità a loro compatibili) per “dare una mano”… nel mio caso a distanza dato che sono e resterò un emigrato!

Ma un blog, un forum, un sito internet non sono solo degli strumenti di protesta… come accennavo prima, sono anche dei mezzi per lodare, esaltare la bellezza, far conoscere tutti gli aspetti più meritevoli o caratteristici dell’argomento in questione.

E l’argomento trattato è, in questo caso, l’Irpinia! La terra in cui sono nato e in cui passo, ogni tanto, nello stile di quegli emigrati di tanti anni fa, guardando con nostalgia quegli scorci che, anni fa, mi videro ragazzino…

E ciò che più mi fa pensare con animo melanconico ai territori frigentini da cui provengo è la musica, quella popolare, fatta di melodie orecchiabili, fisarmoniche e organetti, testi semplici, espliciti, talvolta focosi… intrisa di tristezza e dolore, ma anche di gioia e voglia di vivere… a volte schietta, altre volte ambigua…

Il cantore dell’Irpinia, l’inarrivabile Seppuccio, con la sua Seppuccio Folk band, è un genio della rusticità, un mago della melodia… la sua voce decisa ma melodica riesce a dipingere egregiamente l’élan vital dei contadini irpini in egual misura con le loro sofferenze e la dura vita dei campi; dai suoi testi è sempre evidente l’accettazione gioiosa del proprio ruolo, vissuta senza vittimismi, dai coltivatori del secolo scorso, vessati e sottomessi ai capricci dei latifondisti che, alla fine del ventesimo secolo, ancora perpetuavano soprusi medievali nei confronti dei loro “coloni” … “

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Un aggregatore di blog per non perdere di vista i nostri blog preferiti!!!

Ne faccio parte anche io e ne sono felice!!!

Se ancora non lo conoscete fateci un salto! …  siamo in tanti!!!

 

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